Mobilità

Mobilità Sostenibile è un portale che racconta la mobilità del futuro.

Auto

Per le auto il concetto di mobilità sostenibile è sinonimo di progressiva elettrificazione dei veicoli. Non solo auto full electric ma anche auto ibride ed ibride plug-in che associano motori endotermici a motori elettrici.

Micromobilità

Hoverboard, segway, monopattini e monowheel ma anche ebike usate per raggiungere l'ultimo miglio in città. Si tratta di micromobilità elettria e urbana che si sta sviluppando in perfetta integrazione con l'auto.

Smart City

Smart cities, green city, città intelligenti e tecnologie ICT. Ma cosa è davvero una smart city? Quali elementi contribuiscono a renderla tale? Lo scopriremo con i focus di mobilitasostenibile.it

Il progetto

Mobilità Sostenibile è un manifesto digitale sulla mobilità green in cui si delinea una visione comune per il futuro dei trasporti.

Un progetto che racconta ai cittadini le iniziative dei decisori pubblici e privati in ambito di mobilità sostenibile, per rispondere alle esigenze di utenti, città e operatori.

Una riflessione collettiva per favorire il dialogo tra cittadini, operatori e autorità pubbliche e promuovere la diffusione di progetti innovativi in ambito mobilità, secondo quattro macro temi:

  • Riduzione dell’inquinamento causato dai sistemi di trasporto;
  • Promozione di un uso ottimizzato degli spazi pubblici per migliorare la qualità della vita;
  • Miglioramento della user experience degli utenti in cerca di soluzioni di mobilità sicure, affidabili, inclusive e sostenibili.
  • Sostegno di un dialogo comune e organizzato tra operatori e autorità pubbliche, attraverso la condivisione incoraggiata e controllata di informazioni e competenze.

Ma non solo: l’obiettivo di MobilitaSostenibile.it è anche chiarire i dubbi e dare risposte a chi si domanda come ci si muoverà in un domani nemmeno troppo lontano, quali nuovi modelli di auto saranno presenti sul mercato e quali caratteristiche avranno. Una mobilità elettrica, ibrida, connessa, condivisa e autonoma.

Su MobilitaSostenibile.it si parla di questo, e di molto altro, spaziando da temi di grande attualità, al centro della discussione quotidiana, ad argomenti e scenari futuristici che troveranno una realizzazione concreta nel prossimo decennio.

Domande & Risposte

Auto elettriche

Esiste un solo tipo di auto elettriche. Il loro nome abbreviato in inglese è BEV (Battery Electric Vehicle). Le auto elettriche pure hanno esclusivamente un motore elettrico che si alimenta a batteria. Da non confondersi con le auto elettrificate, ovvero le auto ibride, che associano un motore elettrico ad uno termico come benzina o diesel.

Le auto elettriche dispongono di un solo motore elettrico alimentato a batteria. In alcune auto elettriche, come per esempio quelle a trazione integrale, i motori elettrici possono essere più di uno (montati sull’asse anteriore e posteriore) ma in ogni caso di tratta di soli motori elettrici alimentati da batterie.

Le auto elettrificate, invece, sono le ibride o le ibride plug-in. Questo tipo di auto dispone di un motore elettrico (di dimensioni variabili) associato ad un classico motore termico, per esempio benzina o diesel.

In particolare, per le auto elettrificate di può fare la distinzione tra full:

  • hybrid (HEV, Hybrid Electric Vehicle), con autonomia in sola modalità elettrica molto limitata, dotate di batterie che si ricaricano in fase di decelerazione e frenata e poi forniscono energia quando si accelera;
  • plug-in hybrid (PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle) ovvero auto elettrificate con una batteria più grande che si ricarica anche dall’esterno attraverso un wallbox o una colonnina (plug-in vuol dire, letteralmente, attaccare la spina) e possono percorrere alcune decine di chilometri senza utilizzare il motore termico. Quelle più recenti anche 70/80 km nel ciclo WLTP.

Le auto elettriche pure (BEV) e le auto elettrificate plug-in hybrid (motore termico + motore elettrico con presa di ricarica) si possono caricare sia attraverso i punti di ricarica pubblici, come per esempio le colonnine di ricarica Tesla, Enel X, IONITY o RePower, che privati.
Le colonnine pubbliche sono presenti sia in Italia che in Europa. Per esempio, a Marzo 2021, Tesla ha superato il traguardo dei 6000 Supercharger distribuiti in oltre 600 stazioni in tutta Europa. Tutti i Supercharger Tesla sono situati lungo strade e percorsi molto frequentati.

Ogni utente privato può decidere installare un wall box / colonnina nel proprio garage o in un parcheggio condominiale, ovviamente rispettando tutte le norme di sicurezza e i requisiti di legge. Il tempo di ricarica dipende dalle caratteristiche dell’auto e dal tipo di impianto utilizzato.

In una auto solo elettrica l’autonomia dipende dalle dimensioni e dalla capacità della batteria. Può andare da circa 200 km, nei modelli più compatti pensati per un uso prettamente cittadino, fino a oltre 600 km nelle vetture di segmenti superiori, progettate anche per affrontare lunghi viaggi. Le case automobilistiche dichiarano l’autonomia massima ma è importate valutare se i dati sono espressi secondo il ciclo WLTP o NDEC. Il primo riporta valori più attinenti ad un uso reale dell’auto.
In ogni caso la percorrenza dipende anche dal tipo di utilizzo e dal tipo di percorso che si fa. Strade di montagna, autostrade ad alta velocità e con il climatizzatore accesso e così via. È importante sapere che, mediamente, al contrario delle auto a combustione, le elettriche consumano di meno in città.

Sicuramente si può affermare che un’auto elettrica ha zero emissioni locali, ovvero quando percorre le comuni strade, che si tratti di città o autostrada, non emette sostante nocive ed inquinanti (per intenderci dal tubo di scarico non esce nulla).

Si parla di zero emissioni locali perché l’energia utilizzata per caricare l’auto elettrica potrebbe provenire dall’uso di combustibili fossili e quindi non essere ad impatto zero. Una scelta consapevole dovrebbe portare i guidatori di auto elettriche a ricaricare l’auto con energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili. Ad esempio ottenuta con pannelli solari.

I veicoli elettrici stanno diventando sempre più economici e quindi mainstream. L’obiettivo di molti costruttori, unito a quello dei governi, è quello di rendere le auto elettriche alla portata di tutti.

Primo aspetto da considerare: dalle prime auto elettriche in commercio ad oggi c’è stata una importante evoluzione tecnologica che ha portato per esempio alla riduzione del prezzo delle batterie, che ha registrato un -80% negli ultimi 10 anni. Questo si è tradotto in una importante riduzione del prezzo delle auto elettriche.

Secondo aspetto: è il costo dell’energia elettrica, sensibilmente più basso di quello di benzina o gasolio.

Terzo aspetto: i costi di mantenimento di un’auto elettrica sono circa 1/3 rispetto a quelli di una a combustione interna.

Quarto aspetto: in Italia, sia a livello nazionale che regionale, sono attive diverse forme di incentivazione per promuovere i veicoli elettrici. Come ad esempio i bonus per l’acquisto o la tassazione agevolata per chi sceglie un’auto elettrica.

A questi spesso si aggiungono vantaggi come parcheggio e pedaggi gratuiti, corsie privilegiate e accesso libero alle zone a traffico limitato, realtà in molte città italiane ed europee.

Un’auto elettrica si muove solo attraverso un motore elettrico che si ricarica attraverso una presa di corrente elettrica.

Un’auto plug-in ibrida – PHEV, ovvero Plug-in Hybrid Electric Vehicle – si muove attraverso un motore a combustione (esempio benzina o diesel) coadiuvato da un motore elettrico, che si può ricaricare tramite una presa elettrica. Questa energia può essere utilizzata per guidare l’auto in modalità esclusivamente elettrica, ma l’autonomia non supera i 70/80 km. Un’auto elettrica, invece, non ha alcun motore a combustione e le sue batterie hanno una capacità maggiore, garantendo percorrenze fino a ad altre 600 km.

Ricaricare è un’auto elettrica è molto semplice e ci sono molti modi per farlo. Solitamente ogni veicolo elettrico viene fornito dal costruttore con a bordo un kit di cavi ma non è detto che siano compatibili con tutti i tipi di connettori e di stazioni di ricarica pubbliche o private. È quindi fondamentale verificare la compatibilità dei cavi forniti dal costruttore con la colonnina o il wall-box di ricarica.

In ogni caso tutti i veicoli elettrici si possono connettere a una normale presa casalinga, ma i tempi di ricarica si allungano e un’ora di ricarica solitamente equivale a circa 10/15 km di autonomia. Per le auto con una batteria piccola, con autonomia massima tra 100 e 200 km, può bastare una sola notte, ma lo stesso discorso non vale per le auto medio-grandi con batteria più grossa. Le tipologie di connettori più potenti sono da a 16 o 32 pin, ma è necessario che la rete elettrica possa fornire più kW. Le stazioni di ricarica veloce, invece, hanno una capacità compresa tra 40 e 135 kW e consentono centinaia di chilometri di autonomia per ogni ora di ricarica.

Sì, senza alcun problema di corto circuito o di shock elettrici. In tutti i veicoli elettrici ci sono molti livelli di protezione, non sono da meno i livelli di protezione presenti nei punti di ricarica. Inoltre, se la connessione non è sicura la corrente non passa e tutto il sistema è completamente isolato. Inoltre, quando si stacca il connettore dall’auto il flusso di corrente è stato già interrotto precedentemente.

Sì, le auto elettriche consumano di più con il freddo e quindi l’autonomia può diminuire. Le batterie sono mantenute alla corretta temperatura durante la guida e siccome la totale efficienza del motore elettrico non genera calore residuo, il riscaldamento dell’abitacolo viene gestito elettricamente.

Solitamente il ciclo di vita delle moderne batterie è molto lungo e le principali statistiche dimostrano che anche dopo 200.000 o 300.000 chilometri mantengono dal 75 al 90% della loro capacità originaria. In ogni caso, spesso non vengono acquistate insieme al veicolo ma noleggiate. Questo consente di sostituirle quando l’efficienza diminuisce o quando la tecnologia avanza. Una volta esaurita la loro funzione sull’auto possono essere riciclate in altre modalità di utilizzo statico.

No, in genare per la sicurezza delle auto e bene fare riferimento ai test EURO NCAP. Se l’auto li supera con ottimi risultati vuol dire che si tratta di un modello sicuro. Per quanto concerne le parti che compongono un’auto elettrica, le batterie sono completamente isolate dal resto del veicolo e non esplodono in caso di incidente e hanno una buona resistenza termica in caso di incendio. Inoltre le auto elettriche hanno componenti meccanici molto più semplici rispetto a quelle tradizionali.

Si guida semplicemente come un’auto tradizionale con il cambio automatico. Ci sono i pedali dell’acceleratore e del freno e la leva del cambio con le classiche posizioni P, R, N e D. Il rumore e le vibrazioni sono azzerate e la potenza viene erogata in modo istantaneo e continuo, senza interruzioni dovute ai cambi di marcia. Il pedale del freno si usa poco, perché il recupero dell’energia che si attiva sollevando il piede dall’acceleratore è già in grado di rallentare l’auto. La maneggevolezza, infine, è ottima perché le batterie sono posizionate in basso e il loro peso abbassa il baricentro.

No, perché si trovano sotto il pavimento dell’auto e i motori elettrici sono molto più piccoli di quelli a combustione. Dato che la trasmissione è meno ingombrante, i designer hanno maggiore libertà nel progettare abitacoli spaziosi.

Le auto elettriche hanno solitamente un alto livello tecnologico che comprende anche sistemi di assistenza alla guida. E’ il caso delle Tesla ad esempio, che già di serie hanno sistemi di guida autonoma. Tuttavia i sistemi di guida autonoma sono presenti anche su alcune auto tradizionali. La guida autonoma è inquadrata in cinque diversi livelli, a seconda di quali sono le capacità dell’auto e il tipo di situazioni che può gestire senza l’intervento del conducente. Attualmente la maggior parte delle nuove auto raggiungono i livelli uno o due, in cui l’adaptive cruise control può accelerare e frenare, seguendo il veicolo antistante, eventualmente supportando la sterzata. Con il livello tre, ancora non permesso dalla legge in molti paesi, il guidatore può staccare gli occhi dalla strada in alcune situazioni predefinite, come la marcia in autostrada.
Con il livello quattro, invece, le auto saranno in grado di muoversi senza l’intervento del conducente, mentre con il cinque potranno anche affrontare situazioni estreme e la guida off-road.

Auto ibride

Esattamente come una qualsiasi altra auto. Tuttavia ci sono alcuni accorgimenti necessari per ottimizzare consumi e percorrenze. Per esempio, per evitare di far accendere il motore termico, è necessario accelerare lentamente (fino a 30 km/h) imprimendo una forza progressiva sul pedale dell’acceleratore.

Si definiscono auto ibride quelle che hanno un motore a combustione e uno elettrico.
Le vetture ibride si dividono in:

  • mild hybrid, ovvero quelle che associano ad un motore termico un piccolissimo motore elettrico, utile soprattutto nella fase di start e stop.
  • full hybrid (HEV, Hybrid Electric Vehicle), ovvero quelle dotate di batterie che si ricaricano in fase di decelerazione e frenata e poi forniscono energia quando si accelera. In queste auto l’autonomia in modalità puramente elettrica è bassissima e la vettura si muove grazie al carburante tradizionale (benzina o Diesel).
  • ibride plug-in (PHEV, Plug-in Hybrid Electric Vehicle) ovvero auto con una batteria più grande che si ricarica anche grazie ad una presa elettrica esterna (plug-in vuol dire, letteralmente, attaccare la spina). Questo tipo di auto può percorrere alcune decine di chilometri senza utilizzare il motore termico.

Le auto ibride hanno un’accelerazione più rapida e offrono migliori prestazioni per quanto riguarda il consumo di carburante, soprattutto in città. Nel traffico o a bassa velocità un veicolo ibrido usa il motore elettrico, anziché al propulsore endotermico, per muoversi in fase di accelerazione e di decelerazione. Con il vantaggio di viaggiare a zero emissioni o, più in generale, di consumare in media meno. Ci sono infine altri vantaggi di natura economica e fiscale a livello nazionale o locale (Comune o Regione).

In alcune auto ibride grazie alla frenata rigenerativa che recupera l’energia le pastiglie dei freni si consumano di meno e durano molto di più.

Il motore elettrico e le sue componenti inoltre richiedono le stesse attenzioni dei motori tradizionali. Inoltre grazie alla sinergia diminuiscono il lavoro del motore termica, che dura quindi di più.

Il tasto EV-mode rende possibile attivare la sola modalità elettrica, con cui si può guidare fino ad una velocità di circa 50 km/h. L’autonomia in solo elettric delle auto full hybrid è davvero molto bassa (pochissimi km, solitamente meno di 5 km), mentre nelle ibride plug-in può superare i 60 chilometri.

Per risparmiare in autostrada con un’auto ibrida bisogna utilizzare alcuni accorgimenti come ad esempio la modalità veleggiamento: per attuarla, a velocità costante, ad esempio in autostrada, basta togliere il pedale dall’acceleratore e la vettura continuerà a viaggiare per inerzia come se fosse stata inserita la “folle” su una vettura termica con il cambio manuale.

Auto diesel

Sì, i motori diesel solitamente consumano il 20-25% di carburante in meno rispetto agli equivalenti a benzina. Dal momento che i costi dei due carburanti sono molto simili, le automobili diesel possono rappresentare la scelta migliore.

 

Gli automobilisti dovrebbero basare la propria decisione sul tipo di automobile da acquistare in base alle loro specifiche necessità. È essenziale decidere quale  tipo di alimentazione sia migliore per il proprio utilizzo e vale la pena dedicare del tempo per considerare le modalità d’uso del proprio veicolo.

Con un’alta economia di carburante ed avanzata efficienza, le automobili diesel sono più economiche da mantenere rispetto a quelle a benzina. Tendono inoltre a mantenere il valore dell’usato, in particolar modo i veicoli di dimensioni più grandi. Ciò li rende la scelta ideale per la guida sulle lunghe distanze.

Anche se il divario del risparmio di carburante dei motori diesel e benzina è stato ridotto, il funzionamento dei motori diesel fornisce un vantaggio difficilmente colmabile anche dai più sofisticati motori benzina. Grazie ai continui miglioramenti tecnologici, un motore diesel è più efficiente in termini di consumo di carburante rispetto ai motori a benzina di cilindrata simile.

Mentre i motori benzina utilizzano una scintilla per innescare la miscela di aria e carburante, nei motori diesel la miscela aria-carburante altamente compressa, si innesca spontaneamente. Le pressioni elevate in camera di combustione raggiunte da un motore diesel, unitamente al fatto che questo non parzializza l’aria in entrata, determina un’efficienza più elevata in termini di consumo carburante.

A parità di potenza quindi, un motore diesel essendo più efficiente consumerà meno carburante.

Un litro di diesel contiene circa il 15% in più di energia rispetto a un litro di benzina. Ciò significa che, anche se l’efficienza dei due tipi di motori fosse uguale, un veicolo diesel viaggerebbe più a lungo con un pieno.

Prendendo in considerazione sia la differenza di densità dell’energia del carburante che l’efficienza del motore stesso, l’efficienza generale del motore diesel rimane maggiore del 20% rispetto a quella del motore a benzina. Per quegli automobilisti che percorrono lunghe distanze, si tratta di un ottimo motivo per scegliere un diesel.

L’efficienza superiore in termini di consumo carburante del motore diesel li rende anche i veicoli più economici da mantenere, influenzando il valore dell’usato.

Se si sta decidendo di acquistare un nuovo veicolo e si trascorre molto tempo in strada, la maggiore concentrazione di energia del diesel e il suo minor consumo di carburante lo rendono la migliore scelta possibile.

L’elettrificazione completa alimentata da fonti rinnovabili è ben lontana dall’adozione su larga scala, ma il diesel continua a rappresentare un’opzione percorribile per i conducenti, oggi e in futuro.

Nello scorso decennio, i motori diesel hanno compiuto grandi passi nel miglioramento della propria efficienza. Ciò si è tradotto in vantaggi in termini ambientali e di costo, per i conducenti e per la società in generale.

Tuttavia, il recente scandalo sulle emissioni noto come “dieselgate”, seguito da notizie riguardo a restrizioni nazionali e locali sui veicoli diesel più vecchi, ha portato a una certa confusione riguardo al futuro del motore diesel.

I vantaggi della scelta di veicoli diesel rimangono i medesimi: essi forniscono un’ottima economia del carburante e costituiscono un modo efficiente in termini di costo per decarbonizzare il trasporto su strada.  I moderni veicoli diesel inoltre possono essere paragonati ai motori a benzina in termini di emissione di ossido di azoto (NOx).

Le automobili diesel che soddisfano le attuali norme Euro 6 relative alle emissioni  continueranno a offrire una scelta importante per i conducenti.

Come riconosciuto dal Gruppo GEAR 2030 nel proprio report sulla competitività e la crescita sostenibile dell’industria automobilistica nell’Unione Europea, i veicoli a combustione rimarranno una parte importante della flotta fino al 2030 e oltre.

L’Accordo di Parigi e il Climate & Energy Framework del 2030 dell’UE richiederanno forti tagli alle emissioni di CO2 derivanti dai trasporti. Attualmente, il 25% di tutte le emissioni di gas serra dell’UE deriva dai trasporti e il 40% di questa percentuale deriva dai veicoli destinati al trasporto di passeggeri. E’, inevitabile un passaggio a propulsori più puliti.

I veicoli elettrici offrono chiari vantaggi nelle aree urbane, dal momento che non emettono emissioni inquinanti nel luogo di utilizzo e dunque non hanno alcun impatto sulla qualità dell’aria a livello locale. Anche i veicoli elettrificati, come quelli ibridi, possono circolare a emissioni zero nelle aree urbane.

Il parco vetture del 2030 sarà marcatamente diverso da quello attuale, a causa delle politiche ambientali e sulla qualità dell’aria. I costi sempre più ridotti delle batterie renderanno i veicoli elettrici un’opzione più allettante per i consumatori. Molte più persone si muoveranno (lentamente ma certamente) verso una mobilità condivisa grazie all’automazione e alla rivoluzione digitale.

La Commissione europea, sottolineando le complessità di questa sfida, nel 2017 ha stimato che senza nuove misure, il 90% dei veicoli in UE nel 2030 funzioneranno ancora esclusivamente con motori a combustione interna (internal combustion engine, ICE).

Nel frattempo, la motorizzazione dominante più probabile nelle nuove automobili del 2030 sarà l’ibrido. Questo offre emissioni di CO2 più basse rispetto ai veicoli diesel e benzina convenzionali. Solitamente questi veicoli affiancano ad un motore diesel o benzina, un motore elettrico. A basse velocità spesso utilizzano solo il motore elettrico, mentre la frenata rigenerativa recupera l’energia cinetica trasformandola in potenza elettrica. Tali sistemi sono economici ed eco-compatibili per via della tipica guida “stop-start” nelle aree urbane.

Allo stesso tempo, nelle aree urbane dove è più semplice dislocare infrastrutture di ricarica grazie alla più alta densità abitativa, è probabile che la quota di veicoli elettrici a batteria aumenterà negli anni fino al 2030.

Le automobili diesel, moderne e più pulite, possono fornire la base per soddisfare gli obiettivi europei in materia di ambiente e di qualità dell’aria. L’efficienza delle moderne automobili diesel può contribuire a soddisfare gli obiettivi in termini di CO2 e a mitigare le emissioni di GHG derivanti dal trasporto su strada.

Le automobili diesel hanno solitamente hanno emissioni di CO2 del 15% inferiori rispetto alle automobili a benzina equivalenti. L’aumento delle vendite di automobili a benzina nel Regno Unito sta contribuendo direttamente all’aumento delle emissioni di CO2, mettendo a rischio le possibilità di soddisfare gli obiettivi in termini di CO2 dell’UE.

Le moderne automobili diesel rappresentano una nuova generazione di veicoli, costruita con una tecnologia di controllo delle emissioni che converte fino al 99% degli inquinanti di scarico dei motori a combustione (idrocarburi, monossido di carbonio, ossidi di azoto e particolati), migliorando la qualità dell’aria e aiutando l’UE a raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità.

I filtri antiparticolato diesel (Diesel Particulate Filters, DPF) e di riduzione catalitica selettiva (Selective Catalytic Reduction, SCR) sono stati creati per ridurre le emissioni pericolose: il primo, intrappolando la fuliggine e le altre particelle di combustione; il secondo, attraverso la conversione degli ossidi di azoto in azoto biatomico inerte (il principale componente, ovvero il 78%, dell’aria nell’ambiente) e acqua.

Lanciato a febbraio 2019, Green NCAP [New Car Assessment Program (Programma per la valutazione delle nuove automobili)] è gestito dalla stessa organizzazione indipendente che ha fornito informazioni sulla sicurezza dei veicoli Euro NCAP da oltre 20 anni. Nonostante contenesse inizialmente solo i dati di 12 auto, il suo database si arricchirà nel tempo. Utilizza lo stesso sistema di valutazione a cinque stelle adottato per la classificazione dei test di sicurezza. “Clean Air” e “Energy Efficiency” sono voci misurate separatamente, mentre la valutazione “star” del titolo Green NCAP le unisce in un unico punteggio. Dal momento che per ora prende solo in considerazione il tubo di scarico, il database tende a premiare i veicoli elettrici e ibridi. È quindi importante prendere in considerazione il punteggio individuale Clean Air se si desidera controllare le emissioni inquinanti.

Il Green NCAP, ad esempio, evidenzia che i moderni motori diesel, conformi alle ultime norme Euro 6d-temp, hanno un indice Clean Air migliore rispetto ai modelli più vecchi (come mostrato di seguito) e quindi beneficiano di un punteggio complessivo più alto. Infatti, gli unici veicoli non ibridi o non elettrici che hanno i punteggi più alti sono quelli con certificazione Euro 6d-temp. I cicli di test di laboratorio sono stati estesi per coprire una gamma di condizioni più ampia e realistica rispetto al ciclo di certificazione standard, offrendo maggiori garanzie ai potenziali acquirenti di automobili. Anche i test su strada per controllare le emissioni di guida reale (Real-Driving Emissions, RDE) sono stati resi più impegnativi, con l’intenzione di garantire ai consumatori le prestazioni della macchina in qualsiasi condizione.

Le norme Euro 6 sulle emissioni sono le più severe. Ma che cosa rappresentano per le automobili diesel e benzina e come vengono attuate?

 

L’UE ha adottato un ambizioso quadro di regolamentazione per ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli destinati al trasporto di passeggeri e dei veicoli pesanti. Si tratta delle norme sulle emissioni “Euro”.

Dal 1992, diverse normative Euro hanno imposto limiti sempre più rigidi sulla quantità delle emissioni inquinanti che un veicolo può emettere, come particolato (PM), ossidi di azoto (NOx), idrocarburi incombusti (HC) e monossido di carbonio (CO).

I risultati sono impressionanti: mentre nel 1992 ad un’auto diesel era concessa l’emissione di 140milligrammi di particolato al chilometro, questo numero è sceso a solo 4,5 milligrammi nel 2014. Nello stesso periodo, le emissioni regolamentate di NOx sono passate da 970 (in combinazione con idrocarburi incombusti) a 80 milligrammi per chilometro.

Questo calo progressivo nelle emissioni è il risultato dell’impegno dell’UE e del settore automobilistico nel miglioramento della qualità dell’aria. I progressi tecnologici, uniti all’ambizione legislativa, hanno portato a veicoli più puliti.

Le ultime norme Euro 6 richiedono che le automobili diesel siano dotate di sistemi di scarico altamente efficienti nella riduzione e controllo delle emissioni di NOx.

Con l’introduzione di nuovi sistemi di controllo, i dati sulle emissioni in condizioni reali di particolato (come numero di particella o PN) e ossidi di azoto (NOx) devono essere pubblicati per tutte le nuove auto da settembre 2019 in poi. Gli acquirenti di auto possono ricavare queste informazioni dai documenti ufficiali (brochure o specifiche) forniti dal produttore dell’auto o disponibili presso la concessionaria auto. Le informazioni sulle emissioni vengono pubblicate anche dall’Associazione europea di costruttori di automobili (Association des Constructeurs Européens d’Automobiles, ACEA), anche se con modalità non destinata ai consumatori.

I nuovi veicoli diesel certificati in base alla norma Euro 6d-temp sono i primi a essere considerati a basse emissioni, riflettendo gli standard sulle emissioni che sono stati impostati per la guida in condizioni reali.

Sebbene la certificazione sia basata solo su queste cifre ufficiali, altre fonti di informazione possono facilitare la comprensione dei dati e il confronto tra i veicoli.

Anche se le normative di accesso urbano sembrano porre restrizioni su dove sia possibile guidare un veicolo diesel, i modelli Euro 6 moderni continueranno a essere i benvenuti nella maggior parte delle città europee.

Milano, Italia

 

 

Londra, Regno Unito

Bruxelles, Belgio

Stoccarda, Germania

Parigi, Francia

Barcellona, Spagna

Il sito web delle Normative per l’accesso urbano fornisce informazioni complete sui regimi normativi per l’accesso urbano, incluso il pedaggio per le strade urbane, le ZTL e altri regimi di restrizione d’accesso in UE. Il Centro europeo dei consumatori fornisce inoltre una panoramica delle ZTL negli Stati Membri dell’UE per le persone che guidano in tutta l’UE.